Il mondo che abbiamo costruito
Sono Claudio. Ho trascorso quarant'anni ad analizzare come le grandi organizzazioni usano la tecnologia. Ho visto dall'interno come l'outsourcing concentra potere, come i mercati finanziari si sono disconnessi dall'economia reale, come la digitalizzazione può liberare o asservire — e spesso fa entrambe le cose contemporaneamente.
Nel 2013 ho scritto un manuale di etica digitale che iniziava con una scena del 2050: gli ultimi esseri umani, su una stazione orbitante, che guardano la Terra deserta e si chiedono: "Era possibile un altro epilogo?" Non era fantascienza. Era una proiezione dei dati che avevo davanti.
Anna Maria, la mia compagna di vita e di avventure, ha invece dedicato quarant'anni alla cura delle persone — come infermiera dell'elisoccorso del Lazio, in sala operatoria, nell'assistenza agli anziani, come volontaria crocerossina. La sua esperienza del limite umano, della malattia e della guarigione è il contrappunto concreto alla mia analisi dei sistemi che li hanno spezzati.
Il sistema che abbiamo costruito in occidente — capitalismo estrattivo, finanza creativa, democrazie svuotate, nature violentate — ha prodotto efficienza e profonda solitudine. Ha moltiplicato i beni e impoverito le relazioni. Ha connesso il pianeta e isolato le persone.
Lo sappiamo tutti. Ma sapere, e manifestare, non basta. È giunto il tempo di costruire quello che vogliamo.